Raccolta diocesana in favore dei terremotati in Venezuela

Nella prima lettera ai Corinzi (12,26) l’apostolo Paolo ci ricorda che «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme». La Chiesa non conosce confini quando si tratta di condividere il dolore: ogni lacrima versata in una parte del mondo interpella anche la nostra coscienza e la nostra fede. Le immagini e le informazioni che continuano a giungere dal Venezuela raccontano una tragedia di proporzioni immense. Il violento terremoto dello scorso 24 giugno ha lasciato dietro di sé città ferite, abitazioni distrutte, famiglie private di tutto, bambini senza un luogo sicuro, anziani costretti ad affrontare la sofferenza senza le necessarie cure. A tutto questo si aggiunge il peso di una situazione sociale ed economica già profondamente segnata da anni di difficoltà. Di fronte a una simile prova, la tentazione dell’impotenza potrebbe indurci a pensare che il nostro contributo sia troppo piccolo per cambiare le cose. La Parola di Dio, però, orienta i nostri pensieri verso una logica diversa.

Gesù non ha disprezzato i cinque pani e i due pesci offerti da un ragazzo; li ha accolti e li ha trasformati in un dono capace di saziare una moltitudine immensa. Così è anche per noi: ciò che ciascuno mette con amore nelle mani del Signore diventa speranza per chi soffre e potrà sfamare tanti che attendono solo una piccola attenzione anche da parte nostra. Per questo motivo su richiesta dell’Arcivescovo, sabato 18 e domenica 19 luglio 2026, in tutte le parrocchie, rettorie, chiese, conventi e confraternite della nostra Arcidiocesi, sarà promossa una raccolta economica straordinaria destinata alle popolazioni terremotate del Venezuela, attraverso la rete della Caritas, perché gli aiuti possano raggiungere con tempestività le comunità più colpite e generare progetti a misura di situazione, territorio e popolazione.

Non si tratta semplicemente di una raccolta di offerte. È un gesto ecclesiale. È una professione concreta di fede. È il modo con cui rendiamo visibile quella fraternità che nasce dall’Eucaristia e che ci fa riconoscere ogni uomo e ogni donna come fratelli affidati alla nostra responsabilità. La carità cristiana non si misura dall’entità del dono, ma dalla disponibilità del cuore. Ogni offerta, anche la più semplice, è un mattone che contribuisce a ricostruire una casa, un aiuto per acquistare medicinali, un sostegno per una famiglia che ha perduto tutto, un segno concreto che dice a chi soffre: non siete soli. Caritas Italiana e le altre organizzazioni che operano sul territorio ci chiedono di evitare la raccolta di beni, medicinali e altro onde evitare accumuli difficili da gestire, costosi da organizzare e sradicati dal contesto. Oggi più che mai siamo chiamati a vivere quanto ci insegna l’apostolo Paolo: «Portate i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2). Nessuno può caricarsi da solo del dolore provocato da una calamità così devastante; ma quando una Comunità si lascia guidare dalla compassione evangelica, anche il peso più grande diventa condivisibile Invitiamo pertanto ogni Comunità parrocchiale, ogni famiglia, ogni associazione, ogni confraternita e ogni persona di buona volontà a partecipare con generosità a questa iniziativa. La solidarietà non nasce dall’abbondanza, ma dalla consapevolezza che tutto ciò che possediamo è un dono ricevuto e, proprio per questo, è chiamato a diventare dono condiviso. Il Signore Gesù ci ricorda che «C’è più gioia nel dare che nel ricevere» (At 20,35).

Facciamo nostra questa parola e trasformiamola in un gesto concreto di vicinanza verso un popolo che oggi attende non soltanto aiuti materiali, ma anche il conforto di sapere che la Chiesa universale cammina accanto a lui. Nella stessa giornata affideremo con la preghiera e celebrazioni dedicate le vittime del terremoto, i superstiti, i soccorritori, i sacerdoti, i religiosi e tutti coloro che sono impegnati nell’opera di assistenza all’intercessione della Beata Vergine Maria e di tutti i nostri Santi Patroni, perché accompagnino il cammino di ricostruzione e sostengano quanti operano instancabilmente per restituire dignità e futuro alle persone colpite. Le offerte raccolte saranno poi consegnate alla Caritas diocesana secondo i soliti canali istituzionali così come anche indicato sulla locandina che vi condivido.

Con gratitudine per la generosità che saprete esprimere, a tutti auguro un fecondo ministero a servizio del nostro territorio diocesano nonché dei fratelli e sorelle che riusciremo ad aiutare!

don Francesco Della Monica

  • Martedì 7 luglio 2026: